Attività
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La testimonianza più antica della Palazzona di Maggio, presso l’Archivio di Stato di Bologna, è dovuta al perito agrimensore Alfonso Nelli, che raffigura in un disegno del 1581 un edificio imponente ma di forme diverse da quelle attuali. L’edificio fu edificato su insediamenti romani risalenti al 40 a.C. e ciò è confermato dal ritrovamento di antiche monete nel profondo pozzo, la cui costruzione viene fatta risalire appunto a quell’epoca.
Era un tempo in cui sorsero, sulle colline sovrastanti la Via Emilia, numerose ville patrizie, poco distanti dalla vicina città di Claterna che conobbe, come altre città della regione, un periodo di eccezionale floridezza sotto l’Impero romano. La Palazzona fu acquistata, all’inizio del diciottesimo secolo, dai conti Malvezzi che commissionarono all’architetto Venturoli, artefice del neoclassicismo, l’imponente trasformazione architettonica che oggi possiamo ammirare. I lavori iniziarono attorno al 1750 e si protrassero per oltre dieci anni con un notevole ampliamento dell’edificio e l’inclusione dell’adiacente Oratorio della Beata Vergine Addolorata. La villa fu dotata di ampie scalinate e di un portale con colonne corinzie con la parte centrale della facciata sormontata da un timpano.
Gli interni vennero affrescati con allegorie floreali a simboleggiare le stagioni e, al piano superiore vennero realizzati dipinti con paesaggi prospettici a cura di Luigi Santi da Bologna. La villa, raggiungibile attraverso un lungo viale di tigli di notevole valore ambientale, è circondata da un grande parco con alberi secolari. Dopo i lavori di restauro che sono durati oltre tre anni la villa Palazzona di Maggio è finalmente a disposizione del pubblico per matrimoni e altri eventi conviviali, servizi fotografici, esposizioni e convegni.
Nessun intermediario: la tua richiesta verrà inoltrata direttamente a Palazzona di Maggio.