Castello San Marco, emozioni seicentesche sul mare di Taormina

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Un Castello principesco a due passi dal mare. E non un mare qualunque. Ma quello che languidamente accarezza gli ellenici piedi di una delle città più belle e suggestive del mondo: Taormina. 

In lontananza, gli accecanti bagliori di fuoco rigurgitati da Sua Maestà l’Etna tinteggiano il cielo d’un vermiglio colore, tramutandolo in un tappeto tempestato di rubini che si fanno cerulei lapislazzuli sulla battigia dorata.

E’ questo lo scenario da favola che si disvela agli occhi di chi varca la soglia di Castello San Marco: un paradiso in terra, imprescindibile meta di chi desidera trasformare un soggiorno in un’esperienza memorabile, esclusiva ed unica.


Un paradiso in terra per un’esperienza memorabile, esclusiva ed unica

Immerso in uno spettacolare parco secolare, popolato da una straordinaria varietà di essenze mediterranee e ricco di limoni, aranci, ulivi e palme provenienti dai tre continenti, Castello San Marco è un luogo magico, ove ogni angolo ha una storia da raccontare. 

Una storia illustre e affascinante che comincia nel lontano 1689, quando venne realizzato per volontà di Ignazio Sebastiano Gravina Gruyllas, Principe di Palagonia. 

“Il Castello - racconta il proprietario Daniele Murabito - è stato edificato dove era preesistente una torretta di avvistamento destinata all’osservazione costiera, perché la spiaggia San Marco era una zona di incursione di pirati. C’erano diverse torrette, e quella più importante era sicuramente quella edificata dove ora sorge il Castello San Marco, come testimoniato da alcune mappe antiche che abbiamo recuperato da cui si evince la presenza di questa fortificazione più importante rispetto a quelle più piccoline dislocate lungo tutta la costa orientale della Sicilia.” 

“Il Castello - prosegue Murabito - venne edificato quale residenza di campagna utilizzata sia per villeggiatura che per la promozione del feudo, perché ai tempi c’era un vigneto sconfinato di diverse centinaia di ettari che arrivava fino alla Contea di Mascali. Nel periodo della raccolta dell’uva e la produzione del vino, il Principe risiedeva in questo palazzo per controllare il commercio. Anche perché la spiaggia antistante era un punto di approdo per le navi mercantili, trovandosi alla foce del fiume Alcantara. Quindi tutto quello che proveniva da quell’entroterra veniva trasportato attraverso la valle Alcantara e giungeva su questa spiaggia.” 

“Nella sua seconda parte di storia il Castello ha avuto sempre una funzione di residenza più che una funzione difensiva - precisa Murabito -, ed è chiamato Castello perché c’è la presenza delle torri, che in realtà non esistevano nell’edificio principale. Nel 1693 tutta la zona orientale della Sicilia è stata colpita da un violentissimo terremoto ed è probabile che il Castello abbia subìto dei danni e siano state costruite queste quattro torri,  più per una funzione strutturale di contenimento che per ragioni difensive”.


Una storia illustre che inizia nel lontano 1689 per volontà del Principe di Palagonia

Il fascino di questa dimora è dovuto non soltanto alla sua avvincente storia, ma anche alle sue unicità estetiche.

“Il Castello - dice Daniele Murabito - architettonicamente è molto particolare. Non ci sono delle repliche o delle somiglianze negli altri edifici della stessa epoca in Sicilia, perché il Principe di Palagonia era una persona molto sui generis. Tant’è che il celebre Palazzo dei Mostri di Bagheria, chiamato dei Mostri perché nella facciata sono state apposte queste statue un po’ grottesche, era stato edificato proprio da lui. E anche nel Castello San Marco non si è smentito, avendo utilizzato decorazioni, merlature e altre soluzioni uniche nel periodo Sei-Settecento siciliano.” 

“Poi - prosegue Murabito - nei primi dell’Ottocento, adiacente al Castello, è stato edificato un palmento dove veniva vinificato Nerello Mascalese, da un vitigno autoctono della nostra zona. Questo palmento sicuramente è l’unico della zona etnea edificato fronte mare ed è uno dei più grandi e ben conservati della zona etnea perché è stato restaurato ed è rimasto aderente alle sue origini. Ovviamente ora è stato convertito in salotto con degli arredi, ma l’impianto principale è rimasto invariato, dal tetto alla pressa lignea, composta da una trave di quasi 12 metri senza giunture in legno di castagno. Quindi una cosa veramente gigantesca”.


Castello San Marco, un'estetica rara e preziosa, un'architettura unica al mondo

L’unicità, dunque, è in assoluto il fil rouge che caratterizza questa straordinaria dimora di pregio. Unica la sua posizione, unica la sua storia, unica la sua struttura. Perché “anche se in Sicilia abbiamo diversi castelli di svariate epoche, e solo pochi sono stati convertiti all’ospitalità, l’unicità di Castello San Marco rimane un dato di fatto. Bene o male gli altri castelli, se appartengono a una determinata epoca storica, hanno delle caratteristiche architettoniche che li fanno somigliare l’un l’altro, mentre il Castello San Marco è privo di repliche o di architetture che possano ricordare la sua specificità”.

Oggi questa spettacolare residenza d’epoca accoglie i suoi ospiti in un’atmosfera fiabesca, caratterizzata dal trionfo di colori e profumi che inebriano i viali, dall’eleganza barocca dei suoi interni, dal fascino delle sue camere e suite finemente arredate in stile etno-contemporaneo, dalla meraviglia dell’immensa piscina, dalla straordinaria varietà di essenze mediterranee che si rincorrono per tutto il giardino e dall’intenso calore dei suoi proprietari. 


Eleganza barocca e suite finemente arredate

“Noi - dice Daniele Murabito - siamo alla ricerca dei viaggiatori più che turisti. Viaggiatori a cui raccontare una storia esperienziale. Non di rado ci intratteniamo con i nostri ospiti per raccontare la storia del Castello. E l’ospitalità è principesca perché è gestito dalla nostra famiglia, e si avverte la presenza costante della proprietà all’interno del Castello. Ovviamente dietro c’è un team di professionisti che si occupa della gestione dei vari servizi, ma alla base c’è il calore che si avverte solo in una casa privata. Ci teniamo molto perché la nostra non è solo un'attività commerciale. Lo facciamo per passione, per il piacere e la gioia di accogliere persone provenienti da ogni angolo del mondo che sanno apprezzare un’esperienza a 360 gradi in questa terra straordinaria”.


Gli ospiti a Castello San Marco sono viaggiatori, non semplici turisti

Un’esperienza che, inevitabilmente, al Castello San Marco passa anche attraverso una proposta enogastronomica d’eccellenza legata ai prodotti locali. “Abbiamo un forte legame, soprattutto culinario, con il territorio perché prediligiamo le eccellenze locali. Non lo facciamo per moda ma l’abbiamo sempre fatto così. Dal vino dell’Etna ai formaggi della Valle Alcantara. Abbiamo anche due ettari destinati a coltivazione, dove produciamo quasi tutti gli ortaggi proposti nelle nostre preparazioni in cucina. Poi produciamo olio extravergine di oliva biologico e abbiamo anche una buona produzione di arance, quindi le spremute che serviamo a colazione provengono dalle nostre coltivazioni biologiche. I nostri chef vanno nell’orto e raccolgono direttamente da lì le essenze per portarle in cucina. All’interno del Castello il ristorante ‘Giardino di pietra’ è ricavato in uno dei cortili del Castello dove proponiamo una cucina moderna ma con dei sapori che abbracciano la nostra cultura. E usiamo essenze tipicamente siciliane”.


Una proposta enogastronomica d’eccellenza legata ai prodotti locali

Un’attenzione ai prodotti locali che non si ferma alla ristorazione, ma passa anche dal bancone del bar, “dove serviamo solo birre siciliane, sia artigianali che non. Chiaramente se un ospite ci chiede una birra internazionale gliela procuriamo subito, ma in generale prediligiamo i prodotti locali. Non i vini ma anche le bibite, le birre e le aranciate, prodotte solo con arance siciliane”.

Cucina sì, ma anche benessere. Per rigenerare la mente ed il corpo, infatti, il Castello mette a disposizione degli ospiti il suo meraviglioso Centro Acqua Leonis, che “normalmente riserviamo in esclusiva, con il classico percorso umido: bagno turco, sauna finlandese, doccia emozionale, vasca idromassaggio al sale marino e una saletta massaggi dove si possono fare sia massaggi individuali che di coppia.” 

“Siamo affiliati alle terme di Salsomaggiore, che oltre al know-how ci fornisce tutta una serie di prodotti sia domiciliari che da cabina. E poi ci sono gli eventi come i matrimoni, che in realtà non sono tanti perché preferiamo non disturbare la quiete dei nostri ospiti, anche se il nostro parco è così grande che difficilmente viene turbato il soggiorno dei viaggiatori. Le suite sono solo 28 in un parco di 4 ettari, e questo garantisce privacy anche al beach club, la nostra spiaggia privata che si trova a soli 50 metri dal Castello. Non dimentichiamo che abbiamo una bellissima piscina di 25 metri per 11, quindi in relazione al numero di camere è davvero enorme”.


Rigenerare la mente ed il corpo nel Centro Acqua Leonis, riservato in esclusiva

Castello San Marco, dunque, rappresenta veramente il luogo ideale per rigenerarsi sotto tutti i punti di vista, in un perfetto connubio, peraltro, tra antico e moderno. “Già da due anni - precisa Murabito - abbiamo cominciato un percorso di rinnovamento senza perdere mai di vista le unicità e le autenticità della storia del Castello. Abbiamo ricollocato quelli che sono i testimoni più importanti dell'epoca quali quadri, candelabri, crocefissi e mobili vari su uno sfondo neutro. Quindi su pavimenti molto chiari, muri bianchi, tendaggi bianchi in cotone naturale. Uno sfondo neutro che possa mettere in risalto ancora di più questi oggetti, mentre prima rischiavano di confondersi con l'ambiente in stile barocco. Oltretutto stiamo cercando di riportare indietro il tempo, riportando in vita pareti che negli anni erano state coperte e intonacate, archi in pietra murati con la calce. Nell’ultima camera che abbiamo ristrutturato, per esempio, dietro una parete abbiamo scoperto una vasca del palmento che serviva per conservare il mosto. Una vasca con pareti bellissime, che abbiamo convertito in piscina. Quindi c’è questa bellissima suite di quasi 80 metri quadrati, dove all’interno c’è una piscina ricavata da un antico serbatoio. Ecco, sono queste le unicità che cerchiamo di riportare alla luce man mano che procediamo con i lavori. A volte non si possono nemmeno programmare, come è avvenuto in questa occasione. L'abbiamo scoperta per caso e, senza pensarci un attimo, l'abbiamo subito valorizzata”.

Tutto questo a dieci minuti da Taormina e venti dall’Etna, “e un edificio di queste fattezze, sul mare, non è per niente facile da trovare”. Più unico di così!


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