Villa Ferrari di Gussola, una favola felice circondati da storia, incanto e magia

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Una lunga tradizione di gioia e feste corre lungo il filo del tempo attraverso le meravigliose Sale e lo splendido giardino di Villa Ferrari Gussola, dove la felicità è di casa da quando è stata edificata, tra fine '500 e inizi '600.

Una struttura preziosa che sembra essere stata creata per ospitare feste e ricevimenti, incastonata come una pietra preziosa nel paese di Gussola, a breve distanza da Casalmaggiore, il paese di contrabbandieri dove si rifugiò Fabrizio del Dongo, l'eroe della "Certosa di Parma", inseguito dalle guardie di Ranuccio Farnese; da Sabbioneta, la cittadella fortificata di Vespasiano Gonzaga; da Colorno, "la piccola Versailles" dei Borbone.

La felicità della Villa è il sontuoso verde che la avvolge e la custodisce da secoli, una terra fertilissima dove ogni pianta, ogni fiore, ogni erba è più bello, più forte, più intensamente colorato.

Il Po scorre vicino, a soli otto chilometri. Le sere d'estate, quando il silenzio è rotto solo dal gracidìo delle rane, se ne sente il lontano respiro, lento e solenne come il fluire del più grande fiume d'Italia.


A Villa Ferrari una lunga tradizione di gioia e feste corre lungo il filo del tempo

La storia di Villa Ferrari si riflette attraverso le tre famiglie e i singoli diversi proprietari che si sono succeduti nei secoli, dalla sua costruzione, voluta presumibilmente dal Conte Ludovico Magio fatto conte nel 1586 da Rodolfo II d’Asburgo, imperatore colto e illuminato, appassionato di magia, scienze occulte e astrologia, raffinatissimo collezionista d’arte.

Attraverso un’accurata ricerca d’archivio, la Villa, prima che Giuseppe Ferrari la acquistasse nel 1887 dal Marchese Alessandro Trecchi e da sua zia Teresa Trecchi Araldi Erizzo, era stata la casa di villeggiatura nonché casa padronale di una delle più antiche famiglie della nobiltà cremonese, i Conti Magio. La Villa e il vastissimo patrimonio, di cui faceva parte, passarono di proprietà, per linea successoria femminile, nel 1830, a un’altra importantissima casata nobiliare di Cremona, appunto i Marchesi Trecchi.


Un patrimonio storico custodito nei secoli da nobili famiglie

La famiglia Ferrari venne in possesso del Palazzo nel 1887, quando Giuseppe Ferrari lo acquistò dal nipote del Marchese Gaspare Trecchi, Alessandro. Beppe, figlio di Renzo e nipote di Giuseppe, sposò nel 1934 la parmigiana Giovanna Ferrari e Giovanna fu sicuramente la proprietaria che più amò la Villa di Gussola. All’inizio degli anni Trenta, proprio in previsione del suo matrimonio con Giovanna, Beppe decise di rimodernare l’edificio e commissionò allo Studio Bocchi di Parma una serie di disegni e progetti, che avrebbero dovuto abbellirlo e avviò un enorme intervento di tipo strutturale affinché la casa fosse dotata di tutte le comodità più moderne per accogliere al meglio la futura sposa.

Dall'arrivo di Giovanna a Villa Ferrari si aprì una stagione di feste e ricevimenti che non si è mai più interrotta. Gli invitati arrivavano su automobili che rombavano in una nube di polvere sulla strada bianca, come l'Isotta Fraschini di Beppe, e nelle cucine l’attività ferveva già una settimana prima dei ricevimenti, indimenticabili non soltanto per la la bontà dei piatti, preparati con grande cura da uno stuolo di donne ma anche e soprattutto per la raffinatezza della presentazione dei cibi su tovaglie di Fiandra appartenenti a corredi secolari, con al centro della tavola trionfi di frutta e di fiori, belli come sculture antiche.

Poi era la volta del rito delle fotografie scattate con una Leica, preziosi ricordi che hanno lasciato nell’armadio chiaro dello studio immagini di amici sorridenti, ritratti a bere tè in giardino oppure intenti a danzare nei magnifici saloni in compagnia di donne bellissime.


Villa Ferrari è una cornice di storia, incanto e magia per feste sontuose e raffinati ricevimenti

Il giardino è una suggestiva commistione di stili all’italiana e all’inglese, voluta da Giovanna Ferrari che, fin dal 1934, appena arrivata a Gussola, si dedicò, con sensibilità e passione, al suo ampliamento ed abbellimento. La parte più antica, quella adiacente al Palazzo, si presenta con il classico impianto di giardino all’italiana.

Dalla lettura di un antico contratto di locazione del 1770, si può dedurre che a quell'epoca la proprietà agricola si fondeva con il giardino padronale vero e proprio, affidato, anch’esso, alle cure del fattore, che doveva anche provvedere durante le vacanze del Conte a Gussola, alla fornitura di parte delle verdure provenienti dal campo attiguo, coltivato ad ortaglia; doveva curare le piante da frutto in prossimità del pozzo e della ghiacciaia (quest’ultima serviva per conservare freschi i cibi e i vini pregiati dei Conti Magio); inoltre, doveva preservarne i prelibati frutti, come per esempio quelli delle piante dei peri, così detti ”Inganna Gnocchi”, della “Pomella Rossa”, dei “Pomi Granati”, tutti riservati ad uso esclusivo del Conte Padrone.

Al posto del moderno utilizzo di macchine agricole, l'affittuario si sarebbe impegnato a far sì che gli animali, pascolando, avrebbero tenuta tosata l’erba dei viali centrali e di quelli situati verso monte del Palazzo, nello stesso tempo curandosi che le stesse bestie non danneggiassero i suoi preziosissimi frutti.

In seguito, Giovanna aggiunse alla parte più geometrica del giardino all’italiana uno sfondo di romantico giardino all’inglese con grandi spazi aperti a prato e, tutt’intorno al perimetro, arbusti e alberi raggruppati a formare quinte che avrebbero dovuto proteggere da sguardi indiscreti il suo angolo di paradiso.


Un romantico giardino all'inglese arricchisce questo prezioso angolo di paradiso

Nel 1943 Giovanna e Beppe commissionarono un bellissimo progetto per il rifacimento del parco a uno dei più famosi architetti paesaggisti italiani, Pietro Porcinai, ma, probabilmente, le vicende belliche ne impedirono la realizzazione.

Oggi è ancora possibile rivivere l’incanto di sposarsi in una dimora che da quando è sorta, al centro di un triangolo di città tra le più belle d'Italia, Parma, Mantova e Cremona, che di Gussola e il capoluogo di provincia, ha dispensato gioia e bellezza. Dal 2014, grazie alla stretta collaborazione con il comune di Gussola, è possibile la celebrazione del matrimonio con rito civile valido, mentre i ricevimenti si svolgono spaziando dai Saloni seicenteschi allo splendido e curato parco.


Matrimoni con rito civile nei saloni del '600 e nel magnifico parco

Quando la stagione lo consente, oltre ai Saloni interni c'è la possibilità di scegliere se utilizzare l'incantevole giardino solo per i buffet o anche per la cena vera e propria.

L'ampia e profonda loggia, unica nel suo genere, rappresenta il luogo di raccordo tra i maestosi interni e il parco fiorito e permette in qualsiasi momento di utilizzare uno spazio esterno ma allo stesso tempo coperto e sempre affacciato sulla rigogliosa vegetazione del giardino.

Il parco saldamente stretto alla Villa e, come questa, destinato per secoli all’uso esclusivo dei proprietari e quindi negato alla curiosità dei visitatori esterni, ora viene finalmente svelato.

L’imponente bananeto, uno dei più importanti del Nord Italia, che rimanda a mondi esotici popolati da palme; gli alberi secolari, le siepi, le aiuole fiorite, i roseti diventano l’affascinante scenografia per l’ambientazione di ricevimenti di nozze e anche eventi teatrali, cinematografici e televisivi, meeting e cerimonie.


Il parco secolare, una volta ad uso esclusivo della famiglia Ferrari, apre oggi le porte ai fortunati ospiti

Tanta e tale è la magnificenza e l’esclusività della Villa da essere stata selezionata da numerose e autorevoli riviste fra le prime cento location italiane di charme: “Una dimora unica – conferma la proprietaria, Carlotta Campari Fanti, sempre presente e pronta ad accogliere e consigliare con la sapienza scaturita da anni di studi ed esperienza –, caratterizzata dal loggiato del Cinquecento con le colonne in marmo di Botticino, dipinti del Settecento, un camino di marmo rosa di Verona, soffitti modanati tardo manieristi, soffitti a cassettoni al primo piano, antichi pavimenti in cotto originali delle fornaci del Polirone, intonaci a calce. La Villa ha mantenuto le sue caratteristiche storiche e speciale è l’atmosfera che vi aleggia”.


Villa Ferrari è tra le prime cento location italiane di charme

I dettagli studiati su misura rendono tutto più prezioso e le particolarità della Villa ammantano di unicità una esperienza già di per sé straordinaria: “Nella zona del taglio della torta - suggerisce Carlotta Campari Fanti - c’è un meraviglioso Acero Negundo con una forma a ombrello che crea con le luci un ambiente favoloso, così come il viale di ingresso tardo-manierista con le siepi, dagli effetti spettacolari” per vivere momenti da ricordare, impressi per sempre nella memoria come accaduto a una piccola invitata di dodici anni che, continua nel suo racconto la proprietaria del Palazzo, “era venuta al matrimonio della zia, ed è tornata venti anni dopo, dicendo che, da allora, il sogno della sua vita era stato sposarsi in questo luogo magico”.


La favola di Villa Ferrari continua, avvolta in un'aura di eleganza e felicità senza tempo

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