Il fasto e la magnificenza di Palazzo Brancaccio raccontano la grande bellezza della Roma barocca: elegante, esclusiva, la residenza lascia senza fiato ed è la testimonianza tangibile di un passato che narra di lusso, aristocrazia, opulenza.
Palazzo Brancaccio è l'ultima magione del Patriziato Romano, costruita nel 1880 per volontà del Principe Salvatore Brancaccio, esponente di una delle più antiche ed illustri famiglie di Napoli e, soprattutto, di sua moglie, l’ereditiera americana Mary Elizabeth Field, che commissionò la costruzione della dimora all'architetto Gaetano Koch. Qui, in queste sale incantevoli, la principessa organizzava sontuose feste da ballo, anche in onore del Re Umberto di Savoia.
Oggi, questa preziosa residenza in cui gli spazi legano pittura, scultura, natura, in una continuità armoniosa caratteristica dell’arte classica, ospita matrimoni da favola raccontati in un’atmosfera molto esclusiva, affascinante.
La posizione strategica, al centro di Roma, consente di organizzare la cerimonia religiosa in alcune delle chiese più belle della città, come la meravigliosa Basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, posta dinanzi al Palazzo.
Per gli sposi che scelgono invece il rito civile, o simbolico, Palazzo Brancaccio offre la Casina di Caccia, sala raccolta e di immenso valore, decorata dall’artista Francesco Gai, molto quotato nella Roma di fine Ottocento.
La residenza sorge sulle antiche mura romane del Colle Oppio, nei pressi della Domus Aurea di Nerone, tra il Colosseo e la Basilica di Santa Maria Maggiore. Leggenda popolare vuole che la Torre di Mecenate, da cui Nerone, secondo la tradizione, osservò l’incendio di Roma nell’estate del 64 d.C., sia compresa in quella che oggi è una tra le più belle dimore romane, tanto che anche il cinema non ha potuto non celebrarne lo splendore: a partire proprio dal celebre ‘ La Grande Bellezza’ di Paolo Sorrentino, film del 2013 premio Oscar, alla commedia ‘Il principe abusivo’ di Alessandro Siani e, tornando indietro nel tempo, ‘Vacanze Romane’ con Audrey Hepburn e Gregory Peck.
Il Palazzo accoglie i propri ospiti in un’atmosfera che ne annuncia l’essenza aristocratica, in cinque saloni principeschi impreziositi da arazzi, affreschi, stucchi, quadri, porcellane ed argenterie, e che conservano gli arredi originali d'epoca.
La Sala Rossa è un elegante trionfo barocco che racchiude la classe delle dimore patrizie del rinascimento. Da qui si accede alla Sala degli Angeli, sapore di paradiso: si tratta di una storica sala di Palazzo Brancaccio, ampia e ariosa, caratterizzata da colori delicati, cornici pregiate, alti soffitti regali e maestosi arredi, abbinata alla Sala degli Arazzi, in cui splendide opere d’arte sono fruibili in un’atmosfera più intima e raccolta, mentre il Salone di Gala può ospitare una platea di oltre 250 posti davanti ad un palco: è senza dubbio la Sala più grande di Palazzo Brancaccio, cui segue un vero e proprio omaggio a Versailles. La Galleria degli Specchi, con enormi specchi disposti su entrambi i lati della Sala, esalta e amplifica l’ampiezza degli spazi in occasione di matrimoni, cerimonie ed eventi mondani. Infine, la Sala delle Vestali, elegante, raffinata, un tempo camera da letto del principe Brancaccio, che durante gli eventi è associata al Salone di Gala e alle altre diverse sale e saloni della dimora, consentendo di creare uno spazio conviviale dedicato agli invitati.
All’esterno, in un magnifico giardino all'interno di un parco secolare adiacente la Domus Aurea, e a pochi passi dal Colosseo, è collocato il suggestivo Gazebo Pensile, che con la Fontana della Rotonda, è lo scenario ideale di splendidi eventi d’estate, con la brezza romana sulla pelle e la meraviglia negli occhi.