Un’oasi incontaminata, sommersa da canneti e macchia mediterranea, ove un tempo nidificavano le folaghe, i marzaioli, i cormorani e finanche gli aironi rossi. Siamo a Licola, alle porte di Napoli, uno dei luoghi di caccia preferito dai Borbone nonché scenario d’ispirazione di poeti e pittori. Qui, tra rigogliosi boschi e immense distese di olivi e viti, svetta maestosa Torre San Severino, una meravigliosa e suggestiva dimora di pregio che vanta più di mille anni di storia. Una storia che presumibilmente inizia in epoca romana, allorché il Castrum serviva a stazionamento delle truppe romane in viaggio tra Liternum e Miseno. All’epoca la Torre faceva parte di una più ampia serie di minareti dislocati sul litorale flegreo, deputati all’avvistamento dei pirati saraceni ed alla comunicazione ottica tramite segnali di fumo. La Torre appartenne poi al Duca di Benevento, che nel 1750 la donò ai Monaci benedettini di Cassino i quali la trasformarono in convento e fattoria. Dopo una serie di passaggi di proprietà tra nobili e reali vari, la struttura venne venduta al banchiere Filippo Micillo, che la rinnovò facendola diventare una delle aziende agricole più apprezzate della zona. Una passione che è stata portata avanti dal pronipote Enrico, che l’ha ristrutturata conservando intatto l’impianto originale e le caratteristiche medievali.
Oggi Torre San Severino è un complesso rurale che con il suo fascino antico, i giardini in fiore e il rigoglioso parco che abbraccia la spettacolare piscina olimpionica rappresenta una delle location più ricercate del territorio napoletano. Già percorrendo il viale d’ingresso, si viene pervasi da una magica atmosfera di festa. L’aia, col suo incantevole arcobaleno di luci e colori, accoglie gli ospiti in tutto il suo splendore. Mentre in disparte, antichi calessi e vecchi Balilla testimoniano epoche passate di una, ormai rara, civiltà contadina. A protezione di questo piccolo mondo antico, per dirla con Fogazzaro, ancora lei: la Torre, provata dai secoli, ma che ancora maestosa e fiera si staglia verso l’alto raccontando la sua avventurosa storia.
Con la sua vegetazione curatissima e le mille sfumature dei fiori, il meraviglioso giardino è la cornice ideale per sontuosi buffet di antipasti, per deliziosi angoli dolci e per il fatidico taglio della torta. Di particolare bellezza sono poi le sale interne. Un’ampia vetrata bianca con affaccio sul giardino ci introduce nella Sala dal Soffitto a Volta, dove troneggiano un’imponente statua in marmo bianco raffigurante Ercole che spalanca le fauci del leone e due antichi pianoforti a coda. Alla destra, in posizione leggermente rialzata, si apre la Sala del Camino, caratterizzata da un’atmosfera intima e magica, ideale per i ricevimenti invernali. Ultima, ma solo per ubicazione, la Salone, che si manifesta in tutta la sua imponenza con i suoi cinquecento metri quadrati d’ampiezza, il soffitto dalle volte a vela e la pavimentazione in antico lastrico battuto. Prestigiose specchiere riflettono le torce poste alle pareti di questa spettacolare sala, dando vita ad un gioco di luci che ancor più valorizza gli allestimenti e gli addobbi scelti. La sala raggiunge il suo massimo splendore con l’allestimento del grande tavolo imperiale, dove ben centocinquanta ospiti siederanno insieme agli sposi, seguendo la tipica usanza medioevale.
Per il giorno del sì Torre San Severino mette a disposizione degli sposi tutti gli spazi interni ed esterni della struttura, con proposte di menù itineranti che permetteranno agli ospiti di godere appieno dei fasti delle sale interne, del rigoglioso giardino che circonda la piscina e dell’aia. Il tutto sotto l’occhio vigile di uno staff attento e professionale, che con meticolosa cura si occuperà di ogni minimo dettaglio affinché il ricevimento nuziale si trasformi in un evento davvero memorabile ed unico.