Nata come dependance della villa di campagna costruita per la nobile famiglia veneziana dei Pisani, la Barchessa di Villa Pisani è un piccolo grande gioiello incastonato nel giardino dell’omonima dimora storica progettata dal Palladio nel XVI secolo ed inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità Unesco insieme ad altre ville palladiane venete.
La Barchessa venne originariamente concepita per contenere gli ambienti di lavoro e dividere lo spazio del corpo centrale della Villa e si caratterizzava per il suo aspetto rustico, con ampie tettoie ad archi a destinazione essenzialmente agricola. Oggi, dopo un attento restauro, questa bellissima struttura è tornata a vivere in veste di relais, spazio eventi e ristorante e rappresenta lo scenario per organizzare un evento unico, esclusivo e memorabile.
Gli splendidi spazi interni, tutti riscaldati e capaci di ospitare fino a 250 persone, conservano ancora intatte le suggestioni di un tempo grazie anche ad una serie di testimonianze di varie epoche, a partire dal Medioevo. Mentre il parco, che circonda l’intera Villa è impreziosito dalle sculture che fanno parte della collezione di arte contemporanea che contraddistingue quest’importante residenza creata dal Palladio.
Lo staff della Barchessa di Villa Pisani metterà a disposizione tutta la sua professionalità e competenza per la realizzazione di un evento unico e indimenticabile e per dare il supporto completo per realizzare gli impeccabili allestimenti della tavola e degli ambienti.
Particolarmente curato il servizio banqueting, in grado di proporre un’ampia scelta di menù personalizzati per deliziare gli invitati, studiati ad hoc dal nostro chef, che sapientemente guida l’allegra brigata dell’annessa Osteria del Guà. Fiore all’occhiello di Villa Pisani, l’Osteria del Guà propone una cucina equilibrata che mixa la tradizione riproposta al presente con un tocco rivolto al futuro. Gli ingredienti vengono utilizzati nel rispetto della stagionalità, tutti rigorosamente di alta qualità perché sono quelli del territorio, se non addirittura dell’orto di Villa Pisani.